By Erin Holloway

OH…. Quell'amore per le scarpe

Uka Green Love HIpLatina

Foto: per gentile concessione di Uka Green


Le scarpe della mia vita convivono affollate e strette. Non so perché ne ho così tanti se ho solo due piedi. Iniziano l'anno ordinato; i più costosi, che portano nome e cognome, restano confinati nelle loro scatole di plastica o di cartone. Non è per punizione, te lo dico io, è per pura protezione. Gli altri prendono posizione sui tabelloni, come soldati in attesa di essere chiamati.

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L'armadio

Quando arriva dicembre guardaroba si emoziona e le scarpe salutano l'anno trascorso. Ballano salsa e lambada in una baldoria irregolare in cui la signora sandalia è legata a Mr. pompa e Miss Boot esercita la sua abilità anziano finire invischiato con il signor tacco.

Non riesco a spiegare perché mi piacciono così tanto le scarpe, anche se a volte penso che sia perché l'unica cosa bella di questo corpo sono i miei piedi. Ho una teoria personale che ho sempre abbracciato: non esiste dolore più grande, dolore più doloroso, tristezza più lacerante e depressione più orribile che non scompaia quando guardando in basso troviamo i nostri piedi vestiti con un paio di scarpe meravigliose.


Nemmeno la fatica di una lunga giornata di lavoro può resistere all'arrampicata in alcuni tacchi molto fini, che siano platform, tacchi a spillo o sandali spettacolari. Deve essere che abbiamo bisogno, oltre a fare un passo fermo, con calzature favolose. Almeno mi ravviva l'anima quando nel bel mezzo di un noioso incontro guardo sotto il tavolo con qualsiasi scusa e vedo le mie gambe, lunghe e magre, che finiscono in un pompa lussurioso e marchiato. Il mio cuore ritorna al suo spazio, periodo ed è finita.

Non so perché avendo così tante scarpe, sento di averne bisogno di molte di più. La vetrina dei negozi mi attira come per forza di una calamita. Poi li vedo, mi sciolgo, li accarezzo e non resisto alla tentazione di provarli. Una volta che li ho indossati, sono stato fregato. Comincio a convincermi mentalmente che è fondamentale per la mia esistenza avere quel paio di platform grigie, quelle espadrillas così perfette da indossare tutti i giorni, quei sandali neri ricamati con pietre che sarebbero i miei cinquant'anni... Come faccio a sopravvivere in questi tempi senza quell'abito foderato impronta animale ?

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Il mio unico problema quando si tratta di scarpe è che quando mi picchia me ne innamoro e le compro, le do una buccia finché non si consumano. Dio sa che provo a indossarne altri, ma inevitabilmente mi appassionerò con quelli nuovi. Questo è quello che è successo a me a New York con alcuni pompe in pelle scamosciata colore delle ossa che erano ormai una sensazione. Il maltrattamento fu tale che una notte, uscendo dal giornale dove lavorava e in mezzo al Villaggio, si ruppe uno dei tacos. Ho camminato verso la mia casa storta, con un piede normale e l'altro appuntito, che mi ha causato quasi uno strappo muscolare.

Ho saputo camminare a piedi nudi in una buca fangosa finché non vedo che le mie scarpette nuove muoiono nel fango. Ho un affetto speciale per alcuni sandali che Gisselle mi ha regalato, quelli che hanno una L e una V come iniziali. Non sono mai stati copiati. Il suo stile di cinturini di pelle obliqui che si trovano su lastre d'oro deve essere stato troppo difficile da hackerare. ¡ !!! Li ho indossati per un festival radiofonico, di quelli che si svolgono in locali giganteschi e in cui un'intera fila di roulotte viene utilizzata come camerino. Ero lì, con un cantante spagnolo, ad aspettare il suo turno, quando scoppiò un tremendo acquazzone. La densa zuppa di terra e acqua era inevitabile, copriva quasi l'ultimo gradino della discesa. E questo è stato il preludio. Quello che è seguito mi ha ricordato le immagini di un festival rock che si è concluso con il pubblico e gli artisti coperti di fango fino alla sommità del capo.


Venne il turno dell'artista. Mi chinai delicatamente e slacciai i sandali. Cosa stai facendo?, mi ha chiesto. Non è negoziabile, gli ho detto. O vado a piedi nudi o non vado. Ho camminato attraverso quella pozzanghera imbrattata fino alle caviglie. Disgusto totale, mi dicevo. Ma l'unica cosa che mi incoraggiava era sapere che nella mia borsa, asciutti e al sicuro, c'erano i miei sandali.

Ho conservato come tesori dei muli foderati di seta nera completamente ricamati in perline che hanno già compiuto il quindicesimo compleanno. L'ho imparato da un'attrice che indossa pezzi da collezione per scarpe degne di essere esposte in un museo.

Nenaaaaa, ma che bella cosa. Di dove vengono? Lo interrogo senza esitazione.

Ebbene, hanno vent'anni, li ho comprati quando stavo facendo il mio terzo romanzo.

Da allora non c'è più modo per me di sbarazzarsi delle mie scarpe. Li tengo per anni, soprattutto da quando una delle mie figlie è così calza- capriccio Come la madre che l'ha partorita. Quando era piccola, sui sei anni, e stava su uno sgabello per arrampicarsi su delle bitte, io ridevo e le dicevo:

Non preoccuparti, figlia mia, tutto ciò che vedrai sarà la tua eredità.

Forse è per questo che ha imparato a camminare fin da piccola appollaiata su quattro pollici. Lo fa dritto, non come me, che non importa quanto ci provi, sono piegato.

Ma io vado... e cammino con i piedi piatti indossando un arco scolpito dal tacco delle mie scarpe. È che ai miei tempi non c'erano rimedi per quelli di noi che erano nati senza un arco. Quello che c'era erano dei raccapriccianti ganci per raddrizzare le gambe, che una volta per tutte districavano ogni dubbio futuro che ti aspettava nella vita. Quelle orribili doppie parentesi graffe si appiccicavano ai fianchi, lungo le gambe e finivano in un orribile bodrogon nerastro con una suola di due pollici. Sono rimasta eleta a guardare quel dispositivo nei bambini che lo indossavano e ho camminato aspettandomi che le mie ginocchia fossero rivolte in avanti in modo che le mie gambe non si girassero.

Il solo pensiero dei bodrogo neri mi faceva abbandonare il culo, pensando non solo che fossero così brutti ma anche che mia madre, per raddrizzarmi, me li avrebbe fatti fare a figura intera.

Penso che fuggendo da bodrogos, mi sono innamorato delle scarpe.

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