By Erin Holloway

A Panty Quitao – Uka Green – Quarantenni

Foto: Unsplash/@luismachadodirector


Va bene, parliamo di mutandine. Con un cuore aperto e senza ñi ñi ñiñis. Essere una donna è #&#@*&&^%. Sì, sì, conosco a memoria la fiaba rosa della bella addormentata, delle damigelle e di tutte le donnine dei fumetti, ma oggi non voglio parlare di questo, ma della pejiguera che nasce dalla nascita.

Vediamo, come mai siamo usciti da una costola di Adamo? Oh no signori, se veniamo da qualche parte di quel farabutto che non ha avuto la forza di volontà di tenere la bocca chiusa, allora saranno le sue palle. Questo ha senso per me.
Tutto inizia con il cocco. Legano tre capelli arruffati di neonati per farci un piccolo fiocco. E per non parlare delle orecchie, è stato il primo dolore che abbiamo ricevuto. La piccola pistola è spietata e quasi vendicativa. L'ago ci attacca con tutto e schermo, uno schermo che per rimuovere in seguito bisogna usare anche una pinzetta e una lente d'ingrandimento. Ho un paio di amici sulla quarantina che hanno l'orecchio spaccato, spaccato nel mezzo, rotto, sloggiato, vittima delle crepe e delle rocce che sono state tappate per amore della bellezza. E per non parlare degli orecchini clip , quelli ti stringono fino alle viscere.

E per quanto riguarda le sopracciglia? Ma perché devi rimuoverli? Le avevo larghe, perfette, finché non è arrivata la moda per quelle sottili e le ho quasi perse. E con ogni capello che mi tirava purificavo i miei peccati, miei e di tutti. Finalmente restituito il Guarda sopracciglia ma non crescono nemmeno più... quello che mi resta per le sopracciglia è il ricordo. E c'è chi li ha quasi rasati via e ora li dipinge con uno stencil... uno stencilllll, ma dove ci arriviamo? Chi decide se si usano larghi o sottili?... per mia madre che deve essere un uomo.


Parlo dei peli e ho anche le setole, perché per finire ci prendiamo i baffi. Poi incontri Sally Hansen e vieni imbrattato con la crema che li porta via. No, no, ma a volte mi guardo allo specchio e mi chiedo se sono un maschio con il corpo sbagliato. E le ascelle? Perché gli uomini possono avere i capelli sotto le braccia e noi no?
Nell'adolescenza ci tocchiamo le gambe. Beate le giovani donne di oggi che possono scegliere il rasoio che vogliono. La prima volta è davvero cool sì, come tutto nella vita, ma poi la storia d'amore se ne va e non lo troviamo più così divertente vivere attaccati a un coltello. Ho un paio di amici con le gambe mozzate perché per finire, non ci danno nemmeno un corso su come farlo.

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L'invenzione della depilazione appare un giorno nelle nostre vite con tutto e musica di sottofondo. Cera calda per continuare a divertirti. la mia prima depilazione linea bikini Mi ha segnato per tutta la vita. Quando ho visto quel candungo traboccante di una sostanza densa che ribolliva, ho capito che quello che mi aspettava non era buono. Oh, no, no, no, no. Poi mi hanno spalmato quel miscuglio con una tavolozza di gelati e non era poi così male. Non avevo altra scelta che comportarmi da macho perché non c'era modo di tornare indietro. Fino a quando non ho visto il nastro , cioè il nastro bianco e gommoso che mettono sopra la cera. E non è che lo mettano, è che lo mettano e lo premono e lo strizzino e lo sfreghino e si preparino che ora è quello che è. Colpisci la faccia, morditi le labbra, caga sulla madre della puttana, questa che sicuramente si diverte a vederti soffrire come dovrebbe soffrire anche lei. E quando afferrano quella fascia e si tirano indietro, &^%%$**&^ ... offro questo dolore per i bambini che hanno fame, per la povertà del mondo, per le ingiustizie e per tutto quel male del passato che ora devo pagare.

Ma cosa vedremo, se in vita mia non mi sono mai messo in bikini. Allora perché il linea bikini ?. E mi dispiace per il ceretta brasiliana Non ho intenzione di parlare. Il solo fatto di dirlo mi rende il culo freddo e rigido. Cera brasiliana non bella .

E lì hai la mijita delle mestruazioni, in modo che ti godi, in modo che tu sia in attesa, in modo da contare i giorni, in modo da piangere se non appare. E quando non compare, arriva la gravidanza. Quella maternità è molto bella ed è il premio che ci hanno dato. Ma benedetto sia Dio, se devono soddisfarci con qualcosa dopo tutti quei mesi gonfi, gonfiati, con le dita.
Per non parlare del parto. Lì siamo pieni di amore ma con a Guarda di rospo da laboratorio. E tutti entrano e tutti ci toccano, e che senso ha la batita, dottore, se è totalmente brutta e trasparente. Vieni il prossimo a mettere mano, forza oggi sono generoso come il lotto!


La maternità ci porta l'allattamento al seno. Sono rimasto fuori da Lactaland, Mamalandia e Tetaworld. Non ho mai avuto la tessera ufficiale. Neanch'io lo volevo. Quando ero la prima volta portavo la mia valigia piena di vestaglie fatte di mondi scomodi e pizzi speziati per quel momento davvero speciale che mio marito avrebbe registrato per i posteri. Ebbene, i posteri sono stati fregati perché quando ho messo mia figlia sulla mia tetta e lei mi ha colpito con quella bocca, mi è scappato una specie di urlo che ha danneggiato la registrazione.
Ma l'amore di mia madre era più grande e io continuai. E ho comprato una macchina per estrarre il mio latte. E ho pianto ed è stato fatale e mi sono sentita una cattiva madre. Non era che mi facesse così male, era vedermi umiliata, incastrata in un muro. E quando quello aspirapolvere Ha preso piede per un po', rimane con il mio capezzolo e anche con il più recondito dei miei pensieri. Ma io ero lì, aggrappandomi, assicurandomi che il chupacabra di plastica non finisse con la tetta che avevo. Ammiro le donne che allattano. Sono come una setta, come da un altro mondo, come un club di ostetriche a cui non voglio entrare. Ho allattato le mie figlie per due mesi. E anche i miei gemelli. Finché una mattina mi sono trovata, sulla quarantina, con un bambino incollato a ogni seno. Oh no, quella sera ho preso la decisione. La mattina li ho messi insieme su un cuscino, li ho guardati dritto in faccia e ho detto loro, cari figli: ecco a voi il caffè nero a colazione con Splenda.

Da queste esperienze mi è rimasta un'enorme fascinazione per gli esami della prostata e le vasectomie. Sono un volontario per accompagnare chiunque me lo chieda. Ma certo che vado! Con mio marito sono andata alla vasectomia e ho persino chiesto all'urologo di fare una combo con un controllo della prostata. Aspettare il tuo turno in quell'ufficio è una delle esperienze più piacevoli della mia vita. Ho preso una rivista e ho finto di essere quella che stavo leggendo, ma a ogni pagina che passava mi stavo godendo la sua agonia. E mi sono divertito in ogni minuto che era lì e l'ho aspettato con un sorriso. E ho goduto di quella vendetta così tranquilla e così mia finché non è uscita, incolore e anche senza spirito.

L'elenco è infinito, ma parliamo di menopausa. Spilla finale per le nostre vite, con calare il sipario e applausi. Con la febbre, con le pillole, con la perdita ossea. Ma ciao! Se l'osso è tutto ciò che mi resta, devo perderlo anche io? Ti dico che questa cosa dell'essere donna ha mille pejiguera, è sicuramente per i maschi. Ecco perché mi fa piacere che gli uomini alla fine dei loro giorni diventino brutti, che abbiano le doppie natiche, rimangano calvi e grassocci. Lascia che le loro orecchie diventino più grandi e che sembrino elefanti, lascia che le loro palle pendano e i loro pantaloni siano brutti. Alla fine se lo meritano. Ovviamente se lo meritano.

Ci meritiamo i fiori, che ci aprono la porta, che ci danno dei cioccolatini, e perché no, quelli brillanti... ci siamo giustamente guadagnati a prendere il tè con i biscotti, a dire cazzate mentre beviamo vino o caffè... guarda soap opera, avere una Visa e un American Express.

Che noi siamo il sesso cosa? Guarda compay, vai all'inferno!